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sabato 10 marzo 2012

Vendita su Lulu: Prime impressioni.

Dopo le prime vendite andate a buon fine, come promesso, faccio rapporto su come funziona il sito di Lulu, rispondendo anche ad alcune osservazioni fattemi da coloro che hanno acquistato il fumetto pagandolo più di quello indicato nel market.

Si può interloquire con Lulu attraverso dei contatti che, prima rimandano a delle pagine di Aiuto Standard, per vedere se il problema può essere risolto in minor tempo con la documentazione già prodotta, e poi, eventualmente, scrivendo direttamente ad un addetto.
Poiché sembrava che il prezzo di vendita non fosse quello previsto da me, ho rivisto le condizioni di vendita e ho scoperto che, effettivamente, il prezzo indicato di vendita non comprende l'IVA che, per i prodotti digitali, è del 21% (mentre per la carta stampata è del 2%, congruente, vero?).
Poichè nel market di Lulu da nessuna parte questo è scritto, ho aggiunto una dicitura io, nella descrizione del prodotto, in modo che il cliente sia informato prima dell'acquisto e non dopo, come invece è successo.
Per fare questo occorre fare una vera e propria Revisione del prodotto, ma la faccenda è abbastanza veloce perchè, di fatto, si cambia pochissimo.
Comunque mi scuso con gli acquirenti, ma appunto, non è colpa mia.




Quello che invece è più grave e che mi era sfuggito all'inizio, è che , oltre alla commissione dichiarata
di Lulu del 20% su ogni vendita, c'è anche un costo fisso di 0,74 Euro per ogni download, dovuto, come recita Lulu, ai costi di Hosting, di Banda larga e di gestione Carta di Credito.




Questo quando Lulu invece dichiara, in altre parti del sito, che all'autore viene corrisposto l'80% dei ricavi della vendita. Invece, come potete vedere se a me (e a Cavazzano) vengono corrisposti 1,94 Euro a fronte di un prezzo di vendita di 2,90, la percentuale è del 66,9 % e non 80.
Se poi facciamo lo stesso calcolo con il prezzo reale al pubblico, quindi comprensivo dell'IVA, si vede che la percentuale per gli autori scende al 62,6 % (1,94 Euro su 3,10 totali).


Cosa si deve concludere? Che come al solito, in Italia soprattutto, c'è sempre una crosta di persone, Istituzioni, Potentati economici e Monopoli, che lucra sul lavoro effettivo della gente, a danno loro e dei consumatori. Un po' come per gli agricoltori che vendono le arance a 20 centesimi al chilo (sopportando, loro sì, tutti i veri costi di produzione, quali fertilizzanti, sementi, manodopera, macchinari, ecc. oltre al rischio dell'impresa) per vederle poi sui banchi del supermercato a dieci volte il 
prezzo iniziale.  Non mi sembra onesto e un governo serio dovrebbe occuparsene.

Nel caso di Lulu, tuttavia, riconosco che le cose non sono così brutte. Il costo dell'apparato di e-commerce è reale, i costi della gestione del pagamento sono esagerati (e conosciamo tutti l'esosità delle banche dovute, anche e non solo, ad un regale trattamento economico dei funzionari e dirigenti), ma non dipendono da Lulu che anzi, agendo per migliaia di transazioni, può ottenere prezzi migliori che un singolo povero Cristo come me. Infine la commissione effettiva del 20% sembra alta, ma è in realtà di pochi centesimi riferita alla singola transazione. Se vendessi una Roll Royce, invece di un fumetto, sarebbe ben diverso.
Inoltre, appoggiandomi a Lulu, posso contare (spero) su una vetrina più ampia del mio Blog per far conoscere il prodotto e anche la pubblicità costa.
Insomma per il momento va bene così e aggiungiamo pure un altro canale di vendita per il mio prodotto.
Ma è evidente che, se le cose procedessero bene, è necessario una strada più sofisticata.
In particolare  (e questo è il vero limite di ogni vendita attraverso Editori terzi) una gestione particolareggiata dei clienti i cui dati rimangono tutti rigorosamente di proprietà dell'Editore.

Cioé io non posso sapere chi sono, e quindi non posso interagire con loro, avvertendoli magari di nuove iniziative o coinvolgendoli in nuovi progetti. Se voglio farlo, devo agire per altre vie (Facebook, Blog, ecc.) ma ovviamente in modo più generico e imperfetto.

Infine serve la certezza che i dati di vendita siano quelli veri ed effettivi... ma su questo mi riservo di verificare in futuro.

6 commenti:

  1. Complimenti per il lavoro che sta facendo per promuovere il fumetto e "traghettarlo" verso il futuro. Nei prossimi giorni comprerò qquesta raccolta di Capitan Rogers, personaggio che apprezzo molto

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  2. Grazie a Lei. Mi faccia sapere le Sue impressioni. Ci sono molte altre storie da preparare e ogni aiuto o consiglio per migliorarne la qualità é gradito. Saluti.

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  3. Il racconto di questa tua esperienza è molto utile, e spero che altri fumettisti alle prese con altri canali possano raccontarci le loro, di esperienze.
    E' vero come dici che Lulu si sobbarca tutta una serie di spese, dopodichè dovrebbe essere più chiara sia con chi pubblica (assodato che tu non avrai l'80% dei ricavi) sia con chi acquista i prodotti sulla loro piattaforma: è inammissibile che debba essere tu a specificare che il prezzo si intende privo di IVA.
    So che per gli acquisti all'estero ci si può imbattere nel prezzo privo di IVA, ma di solito la cosa viene messa in rilievo da subito, specialmente poi al momento di pagare. Qui in Italia poi siamo abituati a vedere il prezzo complessivo, cosa che ritengo anche giusta e più semplice.
    Detto ciò ti auguro di poter raggiungere un pubblico sempre più vasto!

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  4. E' stato un esperimento anche per me, mi ci sono avvicinato scettico ma dopo due pagine ero già rapito.
    Bella iniziativa. E grandissime storie, ovviamente!

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  5. Grazie del commento. Cordiali saluti.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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