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lunedì 19 marzo 2012

Autopubblicazione Report 2 - Apple Store

Dopo il report su Lulu, credo sia utile raccontare la mia esperienza su Apple Store, essendo stato uno dei primi in Italia ad agire come autore-editore. Dopo l'uscita dell'iPad 1 nel giugno del 2010, infatti, già il 29 novembre, pronte per il Natale, erano disponibili due applicazioni con storie di Capitan Rogers (storie 1-2 e 3-4). Io avevo curato il restauro delle tavole, il nuovo lettering, il rimontaggio delle pagine in formato orizzontale e la parte grafica e amministrativa, mentre le app in linguaggio Objective C sono state preparate da un programmatore specializzato e coinvolto nell'operazione.

Per pubblicare attraverso Apple store è necessario registrarsi al sito come Sviluppatore (Developer) e pagare una tassa annuale di 79 Euro circa. Si possono così inserire i propri dati, anche bancari, avere il proprio posto nello store, pubblicare e ricevere report finanziari e pagamenti. Questo per pubblicare.

Se si vuole semplicemente studiare Objective C, ci si può solamente registrare e si può ugualmente scaricare gratis l'SDK, che è una serie di programmi e tools necessari (circa 3,4 Gb) per sviluppare le applicazioni in linguaggio Apple. Ovviamente è necessario avere un Mac per programmare e pubblicare e un iPad e iPhone (o un iPhod touch) per testare i propri lavori.
L'investimento in Hardware quindi è di circa 2000-2500 Euro, più le eventuali spese del programmatore.
Entrando nel sito di Apple Developer Center potrete verificare l'incredibile quantità di materiale gratuito che Apple mette a disposizione degli sviluppatori per creare App per iPad, ma anche per iPhone e Mac, in genere. Il sito è tutto in inglese; usando Chrome come browser, si traduce immediatamente in italiano, ma non la parte Developer vera e propria che, evidentemente, non è propriamente HTML e non è accessibile al programma di traduzione di Google.
Cioè, questa videata è correttamente tradotta, ma seguendo i link entrereste nelle pagine non traducibili che sono piuttosto ostiche, trattandosi di istruzioni di programmazione.




Preparata l'applicazione secondo le specifiche Apple, la si sottopone alla Apple stessa, attraverso procedure online rapide ed efficienti (nel mio caso, essendoci un errore nella seconda applicazione, mi hanno scritto il SABATO SERA verso le 23 pregandomi gentilmente di modificarla. L'abbiamo modificata, ricaricata il 14 dicembre e il 19 dicembre l'applicazione era in vendita in tempo per Natale come previsto! Meraviglioso, e una efficienza e cortesia introvabili in Italia, soprattutto se pensiamo che
Apple è quasi la più grande azienda del mondo e io, per loro,  sono una piccolissimo bruscolino straniero e distante oltre 10.000 km!
Che differenza di rispetto e professionalità con le controparti italiane. Pensate che nella lettera con cui rifiutavano l'applicazione c'era scritto "... siamo ansiosi di ricevere la Sua applicazione corretta e di pubblicarla nell'Apple Store". Saranno anche frasi fatte, ma che differenza con i nostri Editori che, nella maggior parte dei casi... neanche ti rispondono!).

Inserendo le applicazioni nello Store si può scegliere su quali mercati metterle in vendita, potendo raggiungere di fatto tutto il pianeta.
Sono previste diverse fasce di prezzo (Tier) tra le quali il venditore può decidere come crede, ma c'è  un  prezzo minimo di 0,79 centesimi di Euro (circa 0,99 dollari) e via  crescendo.

Su tali prezzi Apple trattiene per sè il 30%, lasciando all'Autore il restante 70% per cento.
Questo, secondo me, più che tante altre chiacchiere, dietrologie ed elucubrazioni, è il motivo dell'enorme successo di Apple e del suo AppleStore. Lasciando agli autori la maggior parte dei guadagni, Apple ha richiamato milioni di persone capaci e volonterose, distribuendo utili a miliardi e dando a tutti una ragione sostanziosa per applicarsi e fare sempre meglio. E ovviamente procurandosi anche milioni di agenti pubblicitari entusiasti e gratuiti.


E' di qualche giorno fa la notizia che Apple Store ha raggiunto il 25° MILIARDO di download. 25 miliardi di dollari (circa)  distribuiti al 70% agli Autori (che però, nell'attesa che i veri Autori si facciano avanti, nella maggioranza dei casi sono ancora le Società Discografiche e gli Editori tradizionali. )
Ovviamente ha avuto il suo utile anche Apple... ma quanta differenza con quello che distribuiscono i nostri bravi Editori: 7 % per cento se va bene? In moltissimi casi molto meno e spesso anche zero!
Bravi, continuate così.

Da notare che l'iniziativa di Apple ha costretto anche gli altri editori online (come Amazon e Lulu e la stessa Google) a fare altrettanto e ad offrire agli autori percentuali dello stesso ordine.

L'offerta di Apple (e degli editori online in genere)  è particolarmente vantaggiosa per vari motivi:
Il primo è che nel 30% che tiene per sè, una buona metà è dovuta alle spese bancarie per gestire il pagamento. Chi vende in rete e usa una banca o Paypal per farsi pagare, sa bene quali commissioni deve pagare alle banche per ricevere il denaro. Minimo un 0,35 cents fissi per transazione più una percentuale variabile sul prezzo di vendita. Se il prezzo è basso (0,79 cent di Euro) ovviamente le spese si portano via più del 50% del ricavo.


Questa tabella mostra le fasce di prezzo possibili e i corrispondenti
ricavi per l'autore dell'applicazione


Apple, grazie alle sue dimensioni, ha potuto trattare con le banche ottenendo costi di transazione eccezionalmente bassi, di fatto circa il 15% del prezzo al pubblico. Il resto della commissione di Apple se ne va per gestire i mostruosi server necessari per ospitare l'Apple Store che, oltre alle applicazioni per iPhone e iPad, gestisce anche tutta la musica di iTunes. (L'ultimo data center di Apple è costato, se non erro, circa un miliardo di dollari!).

Ecco un esempio dei report che Apple fornisce all'autore. Questo mostra le vendite giorno per giorno che, nel mio caso, sono molto basse (ma comunque ci sono).


E' evidente che Apple non guadagna molto dalla vendita delle applicazioni (come dicevo il suo 30% di commissione se ne va per le spese bancarie e le spese di gestione del market), ma soprattutto dalla vendita dei suoi dispositivi (iPad e iPhone) che sono avvantaggiati dal formidabile "ecosistema" nel quale sono inseriti e che è assolutamente unico nel suo genere. Ecosistema poi reso ancora più appetibile (per quelli che lo accettano)  dal fatto di essere un sistema chiuso e controllato.

Infine, cosa altrettanto fondamentale per noi, Apple è di fatto un Editore e come tale paga Diritti D'Autore che, com'è noto, sono fuori del campo d'IVA e non necessitano di una Partita IVA per essere gestiti. Cioè è un sistema ideale per noi Autori.
Questo vale ovviamente anche per LULU.COM e per AMAZON.

Svantaggi
Ci sono ovviamente anche degli svantaggi. Ecco quelli più evidenti:

1 - Per lavorare con Apple bisogna avere un Mac e dotarsi dei dispositivi Apple che, com'è noto, costano più degli altri. Anche se sono più efficienti e performanti, il costo comunque non è indifferente.

2 - Per pubblicare con Apple bisogna creare delle applicazioni e la cosa è un po' difficile perchè il linguaggio è ostico e la curva di apprendimento piuttosto ripida. Occorre quindi rivolgersi o associarsi a programmatori e creare dei gruppi di lavoro interdisciplinari. Questo soprattutto per creare applicazioni realmente interattive e capaci di creare esperienze di lettura diverse da un normale fumetto. Ci vuole altro tempo, nuove conoscenze, tempo e voglia di rimettersi in gioco. Per me, che ho già 62 anni, la cosa non è così automatica.

3 - Per avere speranza di successo (notare bene: ho detto speranza, non successo) occorre secondo me rivolgersi al mondo e quindi parlare e scrivere in inglese.
Nel gruppo di lavoro, quindi, ci devono essere efficaci traduttori.

4 - Per essere visibili nell'OCEANO delle applicazioni Apple occorre creare una massa critica che possa farci emergere almeno un pochino. Inoltre la qualità media è ormai elevatissima e quindi occorre lavorare benissimo e in modo assolutamente professionale. Comunque, a causa delle dimensioni dell'Oceano, avere un prodotto OTTIMO non è sufficiente. 

Conclusioni
In definitiva quindi, occorre che i piccoli Autori come me si alleino con altri creando dei gruppi di lavoro che possano mettere in comune tutto il possibile, pur mantenendo la propria individualità creativa. Questo è particolarmente importante per diffondere il proprio lavoro e farlo conoscere al maggior numero possibile di persone. Da questo punto di vista Comics Bay nasce proprio per questo ed è aperto fin d'ora ad ogni forma di collaborazione.

Questo problema (quello cioè della promozione e diffusione del prodotto) potrebbe dare ancora una chance agli Editori tradizionali, purchè decidano di farlo su nuove basi, con maggior considerazione e "alla pari" e non con il solito vincolo di sudditanza.
Questo sarà magari l'argomento di un prossimo post.
Per ora mi fermo qui e resto in attesa dei vostri commenti e contributi.



8 commenti:

  1. Sono uno dei tuoi 3 acquirenti del 15 marzo 2012.
    Aspetto con impazienza le prossime storie di Capitan Rogers!

    P.S. Ma come arrivano le royalties a Giorgio Cavazzzano?

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  2. Ciao. Le royalties a Giorgio Cavazzano gliele dò io al 50% ovviamente. Ma sono pochissime e per il momento sono impiegate nel pagare le traduzioni e ripagare le spese. Giorgio è al corrente di tutto e approva tutto.

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  3. Ulteriore precisazione:
    In effetti presso Apple ci si può iscrivere come autore individuale (privato) e come azienda, ma non mi pare possibile iscriversi in due (coautori). Questo è un problema e mi riservo di preparare un post che tratti l'aspetto fiscale. Ma devo chiedere il parere di un esperto. Per il momento, essendo i ricavi ridicoli, stiamo a vedere cosa succede salvo prendere iniziative serie in caso che la cosa si evolva favorevolmente. Per ora le tasse le pago tutte io.

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  4. Dimenticavo: Le prossime storie di Capitan Rogers verranno quando avremo risolto un problema tecnico: Apple non vuole più che pubblichiamo le singole storie così come fatto finora, ma vuole che creiamo un contenitore unico all'interno del quale pubblicare poi i vari numeri. Una specie di rivista, insomma, che però è più difficile e costoso gestire. Quindi stiamo valutando altre strade e possibilità. Mi dispiace, ma come dicevo non è così semplice.
    Quello che è certo è che pubblicheremo, solo che la tecnologia cambia velocemente e occorre sempre capire cosa conviene (non in termini di soldi, ma di tempo e impegno) di più.

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  5. Salve sono uno sviluppatore e ho da poco pubblicato il mio prodotto su app store. Volevo chiedere due informazioni:
    - vendo l'app a 1,59 euro e nella tabella compare che si ottiene lo 0,97 che a conti fatti epiu del 30% come mai?
    Per il problema di creare un contenitore e un obbligo o un suggerimento che la apple ti ha dato?
    Faccio queste domande perche con la mia attivita abbiamo creato un IEB (electronic interactive book cosi ribatezzato da noi) dove si possonoscegliere gli avvenimenti della storia e dato che il prodotto e il primo di una serie di 5 libri magari potrei incorrere nello stesso problema.
    Grazie per l'attenzione

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  6. Ciao.
    In effetti non ho capito bene neanch'io qual'è la percentuale di Apple. Nominalmente è il 30% ,ma poi credo che si tratti di tasse americane che comunque occorre pagare. Ho chiesto anch'io ad altri, ma nessuno sa dare spiegazioni.
    Il discorso della vendita in purchase per me di fatto è stato un obbligo perchè mi hanno bocciato le successive applicazioni isolate. Il mio consiglio è di creare copertine diverse. Però non credo sia una regola perchè vedo centinaia di applicazioni simili e isolate, per cui...
    Poi comunque, siccome ho trovato altre strade di cui riferirò tra breve (quando si dimostreranno funzionanti) non ho più proseguito nella discussione. Prova e casomai insisti: non è detto che trovi lo stesso censore. Fammi sapere come va. A proposito, come si chiama la tua applicazione? Così magari la compro per solidarietà... e anche per vedere cos'hai fatto, perchè anch'io sto lavorando ad una cosa del genere. Ottima idea!
    Auguri.

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  7. Ti ringrazio per la gentilezza e la tempestivita. L'applicazione si chiama Legends of Taylen: Coming of Humans
    E una storia tutta nostra basata su un'ambientazine creata da un mio socio molto grande la demo la trovi on line e quella completa dovrebbe uscire a giorni. E fatta in 3 lingue che si possono sceglere nell app. E un prodotto sperimentale diciamo che abbiamo fatto un azienda oerche vogliamo buttarci nei videogames anche se la curva di apprendimento e molto ripida
    Ma anche voi avete dovuto creare una societa per pubblicare?
    Cmq mi fa molto piacere sapere che c'e gente italiana che prova in questi nuovi mercati.
    Per quanto rigurda il 30% vedro di informarmi se so qualcosa te lo dico!

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  8. Aspettate a lanciarvi nell'azienda. Apple è un editore e vi paga diritti d'autore... quindi potreste operare in questo regime, senza partita Iva e venendo tassati con ritenuta alla fonte del 25% sul 75% del ricavo. E' piuttosto conveniente. In effetti non siete voi che vendete, ma Apple, per cui non avreste proprio necessità di aprire una posizione fiscale completa.
    Così però non potete detrarre eventuali spese, ma per vedere se funziona, secondo me potrebbe andar bene lo stesso
    Chiedete comunque ad un commercialista la conferma di come conportarvi.
    La cosa che state facendo è molto interessante.
    Vi avverto (ma lo saprete già) che la cosa veramente difficile è pubblicizzare la vostra applicazione perchè AppleStore è un mare in cui ci si perde facilmente. Mandami una e-mail così restiamo in contatto.
    Saluti e ancora auguri.

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