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sabato 18 febbraio 2012

A proposito di Amazon, e libri, e Kindle...

Riporto per archivio personale, ma anche per tutti, la segnalazione di una intervista, riportata da Tom's Hardware (www.tomshw.it) a Martin Angioni, Country manager di Amazon Italia.
Mi interessa soprattutto questa parte:


Veniamo a Kindle. Qual è stata la risposta del mercato italiano al vostro eBook Reader?
La risposta è stata ottima, migliore di quello che ci saremmo aspettati. Sia per  quanto riguarda le vendite del dispositivo, sia per quanto riguarda quelle del contenuto. Ovviamente analizziamo anche quanti libri vendiamo in proporzione a ogni Kindle venduto. In Italia stiamo andando bene in entrambe le misure. Questo è dovuto anche alla bravura di certi editori, per esempio Mondadori, che ha lanciato questa attività con prezzi molto favorevoli, incentivando fortemente la domanda.
Per esempio, ha appena messo in vendita il nuovo libro "Inseparabili" di Piperno a 6,99 euro. Un altro libro in testa alle classifiche è "Super Santos" di Saviano, in vendita addirittura a 0,99 euro e che è andato in testa alle classifiche.
Quali sono gli accordi con gli editori? Dettano loro le regole e i prezzi?
I contratti che abbiamo con gli editori prevedono che il prezzo sia fissato da loro. La situazione è diversa a seconda dei vari paesi, ma quella dell'Italia è comunque uguale a quella di altri Stati. Noi certamente consigliamo gli editori, in base alle esperienze che abbiamo in altri paesi.
Amazon richiede che la versione eBook di un libro debba costare almeno il 30% meno rispetto a quella di carta.
Certamente il nostro mercato è anche influenzato dal fatto che i libri tascabili - in brossura (paperback) - non escano quasi mai in contemporanea a quelli cartonati, alzando parecchio il prezzo delle nuove uscite.
L'Italia è l'unico paese al mondo nel quale la relazione tra hard cover  e paperback è invertita. Negli altri paesi gli editori realizzano la maggior parte del fatturato con l'edizioni in brossura: da noi accade il contrario. In Italia c'è un ciclo di vita brevissimo delle novità e il 60% del fatturato viene fatto sugli hard cover, ovvero i cartonati
In realtà non ritengo che gli editori cerchino di imbrogliare il lettore proponendo come novità esclusivamente il più costoso cartonato. Dobbiamo tenere conto che in Italia si legge poco, solo 10% dei cittadini acquista libri. Inoltre siamo molto sensibili all'effetto novità: la maggior parte delle vendite si realizzano nei primi 60 giorni dalla data d'uscita del libro. Il mercato in Italia è completamente scollegato dall'economia. Proprio perché i lettori italiani sono pochi ma buoni. Nel mercato anglosassone i dati hanno oscillazioni più forti.
Qual è il segreto di Amazon come libreria online?
Il 90% dei libri che vendiamo sono titoli che vendono meno di 20 copie. Tendiamo a vendere non solo i best seller ma soprattutto la coda lunga, ovvero i titoli che non si trovano più in libreria.
Quando arriveranno in Italia Kindle Fire e l'eBook reader con il touch screen ?
Non posso espormi. Ribadisco solo che, quando Amazon fa le promesse, poi le mantiene.


Ecco. Chi volesse leggersi l'intero articolo, può trovarlo qui. 

Dunque, solo il 10 per cento legge libri. E queste non sono affermazioni di intellettualoidi, ma di uno che bada al sodo e guarda i numeri. E poi vi meravigliate della televisione che abbiamo, dei politici, e della situazione economica? E se da quel dieci per cento togliamo i libri di cucina, le cabale, gli oroscopi e quelli di Bruno Vespa, cosa rimane?
Buona riflessione!


2 commenti:

  1. Concordo! Ed è per questo che sto cercando di imparare un minimo d'inglese per poter leggere i libri del mercato anglosassone - in ebook in italiano c'è ancora troppo poco e per lo più manualistica, horror, roba sentimentale e best seller di scarsa qualità.
    Certo, mi aspetto con il passar del tempo che il catalogo si ampli, ma con che cosa? Io leggo molta saggistica, e vedo che in Italia ancora si punta soprattutto su narrativa e manuali vari...

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    Risposte
    1. Anch'io vorrei imparare a leggere in inglese. Ma è molto difficile, forse anche per la mia età non più verde. Ma soprattutto bisognerebbe scrivere in inglese, per farsi leggere altrove.
      Personalmente sto vivendo sulla mia pelle la crisi del fumetto, che è fatta , oltre che di mancanza di soldi della gente, e/o di mancanza di editori e/o opere di qualità anche, semplicemente, dalla mancanza di ragazzi e di nuovi bambini. Date un'occhiata ai dati della statistica! Siamo un paese per vecchi e lo saremo sempre di più. Bene, i vecchi ci vedono pure poco! Se questa non è sfiga!

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